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sabato 8 giugno 2013
BRASILE 2014: De Bruyne e Fellaini regalano il primato al Belgio
(a cura di Angelo Rosso)
Ieri le qualificazioni ai Mondiali in Brasile 2014 hanno regalato tantissime sorprese inaspettate. Nel Gruppo A il Belgio non si è fatto sorprendere da questa giornata curiosa e continua la sua marcia verso Brasile 2014.
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martedì 28 maggio 2013
GIOVANI TALENTI - ALEKSANDAR MITROVIC, gol a grappoli per Napoli o Fiorentina?
(Scheda a cura di Demetrio Marrara)
NOME COMPLETO: Aleksandar Mitrovic
DATA DI NASCITA: 16 Settembre 1994
LUOGO DI NASCITA: Belgrado
NAZIONALITA': Serbia
ALTEZZA: 189cm
RUOLO: Attaccante
SQUADRA: Partizan
VALORE DI MERCATO: 1.500.000 Euro
giovedì 25 aprile 2013
GIOVANI TALENTI - NIKOLA MAKSIMOVIC, il Milan sul nuovo Vidic.
(scheda a cura di Demetrio Marrara)
NOME COMPLETO: Nikola Maksimovic
DATA DI NASCITA: 25 Novembre 1991
LUOGO DI NASCITA: Bajina Basta
NAZIONALITA': Serbia
ALTEZZA: 193cm
RUOLO: Difensore Centrale
VALORE DI MERCATO: 1.500.000 Euro
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venerdì 22 marzo 2013
QUALIFICAZIONI MONDIALI 2014 - La Croazia tiene la Serbia in scacco
Mandzukic autore del gol e migliore in campo
(articolo a cura di Demetrio Marrara)
Nessun atto violento, a quanto sappiamo, nel pre-partita di Croazia-Serbia. Stadio gremito fino all'orlo, il Maksimir, con ingenti forze di polizia e di stuart.
Stimac schiera i suoi con un quadrato 442. Terzini di spinta di assoluta qualità come Srna e Strinic. Centrocampo di livello internazionale con dei finti esterni, sono tutti centrocampisti adattati. Ci sono Modric, Kranjcar, Rakitic e il talentino nerazzurro Kovacic. In avanti si punta sul duo "bavarese" Mandzukic e, l'ex Bayern, Olic.
Sinisa Mihajlovic schiera la sua Serbia con un 4231. Difesa solida, o almeno cosi doveva essere, composta da Ivanovic, Nastasic, Kolarov e Subotic. In porta ci va il portiere dell'Udinese Brkic. In avanti ci si affida ai giovani terribili: Tosic, Stefanovic, Djuricic alle spalle dell'unica punta Scepovic. Radovanovic va davanti alla difesa. Fa discutere l'esclusione dall'11 titolare della stella Dusan Tadic, del Twente.
Primo tempo decisamente a scacchi. La Croazia è nettamente superiore da un punto di vista qualitativo rispetto alla Serbia, soprattutto a centrocampo, e si vede. La Croazia va in gol con Mandzukic ma il suo colpo di testa viene annullato. Che si sia trattato di carica sul portiere o di fuorigioco non ha importanza, perchè il gol era comunque regolare. Al 9' si fa male Scepovic a causa di una botta ricevuta al fianco, al suo posto entra Djordjevic. Possesso palla assoluto con Modric che in mezzo al campo fa il bello e il cattivo tempo. La Croazia passa in vantaggio grazie ad un clamoroso errore di Kolarov. Il serbo batte dalla sinistra una punizione che finisce sui piedi di Mandzukic e arriva involontariamente a Rakitic, il quale serve a sua volta Olic che davanti a Brkic la ripassa a Mandzukic per il comodo tapi-in dell'1-0. Al 38' arriva il raddoppio dei croati. Punizione dalla sinistra di Srna, la palla sfila davanti al portiere e nessuno la tocca, così finisce sul petto di Olic che insacca incredulo.
Sinisa si fa sentire negli spogliatoi e il secondo tempo la Serbia lo inizia con un altro piglio. Al 47' Kolarov cerca di farsi perdonare con una serpentina, il tiro però viene respinto bene da Pletikosa. All'ora di gioco grandissima occasione per la Croazia in contropiede con il tiro di Mandzukic che respinto finisce sui piedi di Rakitic, a sua volta respinto. Ci prova Olic ma Brkic è insuperabile. All'77 la Serbia preme in modo esagerato e c'è l'occasione per accorciare le distanze. Colpo di tacco di Tadic per Djuricic che spreca solo davanti a Pletikosa, sulla respinta si avventa Djordjevic ma è altrettanto poco preciso. La partita nel secondo tempo è in mano alla Serbia che però non riesce nemmeno a segnare, complice anche uno straordinario Pletikosa. A Zagabria una partita storica finisce 2-0. Per oggi non si registrano scontri tra le tifoserie.
TABELLINO
Marcatori: Mandzukic, Olic (Croazia)
Ammoniti: Kolarov, Subotic, Petrovic (Serbia)
FORMAZIONI
Croazia: Pletikosa; Srna, Corluka, Simunic, Strinic(Lovren); Rakitic, Modric, Kovacic, Kranjcar(Vida); Olic(Vukojevic), Mandzukic
Serbia: Brkic; Ivanovic, Subotic, Nastasic, Kolarov; Ignjovski(Petrovic), Radovanovic; Stevanovic(Tadic), Djuricic, Tosic; Scepovic(Djordjevic)
PREVIEW CROAZIA-SERBIA - Quando il calcio va oltre lo sport.
(articolo a cura di Demetrio Marrara)
Nessuna sfida tra Italia e Brasile. Nessun Neymar, nessun Thiago silva. Niente Pirlo, Buffon e nemmeno Balotelli. La partita più attesa del weekend delle nazionali è sicuramente Croazia-Serbia, non di certo per motivi sportivi. In questo caso la partita va oltre il calcio stesso, oltre lo sport, oltre il dare un calcio ad un pallone e fare gol. Questa sera in campo ci saranno i giocatori, ma fuori la faranno da padrona altri fattori.
Si parla di argomenti grandi, immensi, di problemi atavici e di questioni tremendamente serie.
Storia di guerre, di precedenti, di politica, di geografia. Di mentalità costrette a coesistere, di pensieri obbligati a convivere sullo stesso suolo.
Una polveriera pronta a prendere fuoco non appena la miccia venga innescata.
Croazia e Serbia si affrontano per la prima volta in una partita di calcio dalla scissione dell'ex-Jugoslavia.
Nel 1999 si giocò la partita tra i croati e gli jugoslavi, ma non era la stessa cosa perchè ancora il Montenegro faceva parte della Jugoslavia.
Lo stadio che ospiterà la partita questa sera è il Makmisir di Zagabria. Lo stesso che doveva, all'epoca, ospitare il derby tra Stella Rossa di Belgrado e Dinamo Zagabria. Una partita che non si giocò mai, nel maggio del 1990, perchè dopo l'elezione di Tudman (che voleva fare della Jugoslavia una confederazione) a presidente dell'Unione democratica croata, scoppiò la guerriglia. Era il preludio alla guerra civile che di lì a breve sfociò in una vera e propria guerra di indipendenza.
Quella notte, 3000 "tifosi serbi", chiamarli tifosi è un eufenismo, appartenenti alla Tigre di Arkan, un gruppo paramilitare oppositore alle voglie indipendentiste dei croati, seminò il panico a Zagabria ferendo 60 tifosi della Dinamo. La polizia, di maggioranza serba, li lasciò agire per lunghi tratti poi quando i tifosi croati tentarono di invadere il campo per rispondere ai serbi, decisero di intervenire.
Storico, fu il calcio rifilato dal campione croato Zvonimir Boban ad un poliziotto serbo che stava prendendo a mazzate un tifoso della Dinamo.
23 anni dopo la situazione, ovviamente, è notevolmente mutata. Speriamo di non assitere più a nulla di tutto ciò, ma la memoria resta ardentemente viva negli occhi di chi l'ha vissuta.
La Uefa, negli anni, si è impegnata notevolmente nel combattere le guerre lanciando messaggi di pace.
Platinì ha scritto privatamente una lettera ai due presidenti delle rispettive Federazioni calcistiche.
Il messaggio, però, non è stato colto da tutti. Il neo allenatore della Croazia Stimac aveva provocatoriamente proposto che fosse Ante Gotovina (capo dell'esercito croato accusato di pulizia etnica sui serbi, assolto nel 2012) a battere il calcio d'inizio. Dall'altra parte c'è il mito Sinisa Mihajlovic, nato sulle sponde del fiume Vuka, a Vukovar. Una cittadina croata che il presidente serbo Nikolic, definisce di proprietà serba.
Insomma, il clima resta teso ma speriamo che questa sia solo una partita di calcio in cui la Croazia, capolista del gruppo A, se la giochi a viso aperto contro la Serbia, che cerca di rimontare i 6 punti di svantaggio.
Il calcio, come spesso accade, ha questa volta il compito di mandare un messaggio importante. Lo sport è anche questo. Un mezzo di comunicazione di massa, un esempio per le popolazioni. Appuntamento a stasera, alle 18 per una partita che definire tale è fin troppo riduttivo.
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